La “Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani” si svolge dal 18 al 25 gennaio (nell'emisfero australe, dove gennaio normalmente è un periodo di vacanza, le chiese spesso la celebrano intorno alla Pentecoste).
E' uscito il numero di gennaio del «Messaggero di sant'Antonio».
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In un’epoca in cui sembra regnare l’individualismo serve l’intelligenza connettiva,
cioè la capacità di confrontarsi e collaborare con altri diversi da sé.
In quest’anno giubilare che giunge al termine, davvero la Chiesa è stata popolo in cammino. Moltissime persone hanno raggiunto la Basilica, si sono accostate e avvicinate a sant'Antonio con l'animo in ascolto, cercando accoglienza reciproca, confermando la vocazione speciale di Antonio ad accogliere e ascoltare davvero tutti, in un clima di festa che fa parte della nostra fede cristiana.
È il tema della speranza il fulcro del dossier di dicembre del «Messaggero di sant’Antonio». Una speranza sia legata al Natale - festa di speranza per antonomasia per i cristiani -, sia legata al Giubileo che stiamo vivendo e che si avvia alla conclusione.
È bello poterci augurare anche quest’anno: buon Natale!
Un augurio che non ci impedisce di guardare la realtà nella quale viviamo con occhi sinceri. Le guerre in Ucraina, a Gaza, nel Sud Sudan, i cristiani uccisi in Nigeria ci ricordano quanto sia fragile la pace e quanto sia prezioso e per nulla scontato il dono della serenità nella vita delle nostre famiglie.
In Giappone c'è una piccola, ma significativa, presenza francescana conventuale, divenuta nel tempo un miracolo di inculturazione e fede.
Secondo i dati della Conferenza episcopale giapponese, risalenti al 2021, i cattolici nel Sol Levante sono 431mila, ovvero lo 0,34% della popolazione. Ma la loro impronta sulla società si fa sentire: dall’attenzione alla carità – nel Paese e verso il Terzo Mondo – fino all’educazione.