La notte del 12 dicembre 1818, sotto la Basilica di Assisi, cinque frati armati di picconi e lanterne svelarono, dopo 588 anni, il luogo della sepoltura di san Francesco. Una storia avvincente in cui si intrecciano segreti e leggende.
Durante l’«Anno Giubilare di san Francesco» che ci accompagnerà all’800esimo anniversario della morte del Poverello (la sera del 3 ottobre 1226), fra Emanuele Rimoli, del Sacro Convento di Assisi firma sul «Messaggero di sant’Antonio» di marzo “Il mistero della tomba perduta”, un ampio e dettagliato resoconto delle vicende che hanno coinvolto attraverso i secoli i resti mortali di san Francesco: dal segreto imposto da frate Elia nel 1230 per proteggere le spoglie, fino al ritrovamento nel 1818.
In occasione dell’ostensione straordinaria dei resti del Poverello ad Assisi (22 febbraio - 22 marzo 2026), il racconto ripercorre le indagini che ne confermarono l’identità.