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Pubblicato il 22 Maggio 2019

“L’incontro con l’altro” è il tema del Giugno Antoniano 2019, a 800 anni da due incontri che cambiarono la storia del francescanesimo: quello tra san Francesco e il sultano d’Egitto e quello di sant’Antonio con dei francescani, martiri in Marocco

Tra le novità, incontri e mostre d’arte sul dialogo interreligioso e interculturale, una cena medievale di beneficenza e una inedita visita guidata alle cupole del Santo. Chiuderà il concerto di Simone Cristicchi del 28 giugno

Il 1219 è un anno decisamente importante non solo per il francescanesimo, ma per tutta la Chiesa cattolica. In Egitto, nel bel mezzo della quinta guerra crociata, un fraticello di Assisi, armato solo del suo saio e della sua fede, oltrepassava il campo crociato per incontrare il capo dei musulmani. Quel fraticello era san Francesco e quel “nemico” era il Sultano al-Malik al-Kamil. Il loro incontro ancora oggi, dopo otto secoli, non smette di interrogarci, credenti o meno, e in questo anniversario sta animando dibattiti interreligiosi e non. Ma nell’autunno del 1219, accadde anche un altro incontro che cambiò la vita di un giovane sacerdote. In Portogallo, a Coimbra, il monaco agostiniano Fernando incontrava cinque frati che stavano andando in Marocco, inviati da Francesco d’Assisi. Nel gennaio successivo i resti di quei missionari francescani, uccisi in Africa, vennero portati nella chiesa di Santa Croce a Coimbra, proprio dove si trovava Fernando: è la scintilla della vocazione francescana di quello che diventerà noto in tutto il mondo con il nome di sant’Antonio.

La 13° edizione del Giugno Antoniano si ispira idealmente a questi due incontri di 800 anni fa, e ha scelto come leit motive della rassegna in onore del Santo per antonomasia l’incontro con l’altro, con il diverso, in un clima di dialogo e di reciproca conoscenza, non solo interreligiosa, ma soprattutto interculturale. La manifestazione fa proprie le parole che papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, rinnovando l’incontro tra san Francesco e il sultano, hanno sottoscritto nel “Documento sulla fratellanza umana” per la pace mondiale e la convivenza comune lo scorso 4 febbraio, ad Abu Dhabi: «Ci rivolgiamo agli intellettuali, ai filosofi, agli uomini di religione, agli artisti, agli operatori dei media e agli uomini di cultura in ogni parte del mondo, affinché riscoprano i valori della pace, della giustizia, del bene, della bellezza, della fratellanza umana e della convivenza comune, per confermare l’importanza di tali valori come àncora di salvezza per tutti e cercare di diffonderli ovunque».

L'immagine simbolo della 13° edizione raffigura le cupole della Basilica del Santo da dove si alzano una serie di simboli delle principali religioni, dal cristianesimo fino al taoismo.
Guarda il manifesto 2019.

A incarnare il tema di questa edizione il concerto-evento di chiusura del Giugno Antoniano di Simone Cristicchi (28 giugno): “Abbi cura di me”, dal titolo del suo ultimo singolo presentato al 69° Festival di Sanremo. «Nei versi della canzone, ricorre il tema millenario dell’accettazione, della fiducia, dell’abbandonarsi all’altro da sé, che sia esso un compagno, un padre, una madre, un figlio o Dio – racconta Simone Cristicchi – Nelle mie intenzioni, questo brano vuole essere una preghiera d’Amore universale, una dichiarazione di fragilità, una disarmante richiesta d’aiuto».

Dalla musica alla spiritualità, dall’arte fino al cibo sono molti gli appuntamenti dedicati all’incontro con l’altro. Tra questi, la mostra “La mazza e la mezzaluna. Turchi, tartari e mori al Santo” a cura della Veneranda Arca di S. Antonio (dal 9 giugno al 4 ottobre, Museo Antoniano,) ospiterà oggetti significativi, generalmente poco o per nulla visibili, che testimoniano i rapporti, a volte drammatici, a volte pacifici e forieri di scambi reciproci, che l’Occidente ha avuto, dal Medioevo in avanti, con l’Oriente. E ancora l’incontro interreligioso “Perdonare le nostre diversità” con p. Fabio Scarsato, francescano conventuale, direttore editoriale delle Edizioni Messaggero Padova, Davide Assael, ebreo, presidente dell'Associazione Lech Lechà, e 'Abd al-Ghafur Masotti, musulmano, segretario generale dell’Accademia di Studi Interreligiosi di Milano (3 giugno, Chiostro del Noviziato al Santo). Due eventi sullo storico incontro tra San Francesco e il sultano, la proiezione con approfondimento culturale del docufilm “The Sultan and the Saint” e una tavola rotonda (rispettivamente il 5 giugno e il 7 giugno, entrambi in Sala Fronte del Porto al Cinema Porto Astra). La cena medioevale di beneficienza con spettacoli “Incontro di sapori” (15 giugno, Cortile di Palazzo Moroni). E il dialogo “Maria, un ponte tra cristianesimo e islam”, con un teologo cristiano, p. Fabio Ciardi, professore al Claretianum di Roma, e una teologa musulmana, l’iraniana Sharzad Houshmand, docente di studi islamici alla Pontificia Università Gregoriana (17 giugno, Sala dello Studio Teologico al Santo).

La kermesse padovana, che amplia la Festa liturgica di sant’Antonio tenendo assieme la dimensione religiosa e la dimensione civile, vede coinvolti diversi attori istituzionali e realtà associative di Padova e di Camposampiero. Molti gli appuntamenti in programma: oltre a incontri culturali, mostre d’arte, concerti, anche momenti spirituali, manifestazioni podistiche, visite guidate in città e dell’antico complesso antoniano. Quest’anno anche un’inedita visita alle cupole della basilica, tra spiritualità e trekking. Una molteplicità di “contenitori” per conoscere sotto varie forme – artistiche, storiche, spirituali – il Santo dei Miracoli.

Si inizia - tempo permettendo - come tradizione, con il Cammino di sant’Antonio, pellegrinaggio a piedi da Camposampiero a Padova nella notte tra il 25 e il 26 maggio (in caso di maltempo il pellegrinaggio sarà annullato). I festeggiamenti in onore di sant’Antonio culminano nella Rievocazione storica del Transito di sant’Antonio il 12 giugno all’Arcella, che fin dal 1276 segna l’apertura cittadina della Festa di sant’Antonio, e ancor più nelle celebrazioni religiose del 13 Giugno, Solennità di sant’Antonio, con sante messe in Basilica del Santo e la processione per le vie della città, alla quale partecipano ogni anno decine di migliaia di persone.

Molte le location a fare da splendido scenario alla manifestazione. In primis, la Basilica di Sant’Antonio, cuore della rassegna antoniana, e l’Oratorio di San Giorgio, scrigno di arte e spiritualità dove, non a caso, è stato presentato questa mattina il Giugno Antoniano 2019. Basilica e Oratorio sono due degli otto edifici e complessi monumentali affrescati nel Trecento che costituiscono il “sito seriale” con cui Padova Urbs picta, città dipinta, è candidata italiana 2020 per il riconoscimento Unesco. A queste sedi se ne aggiungono di nuove che, per la prima volta, ospitano il Giugno Antoniano. Da domani, 23 maggio, aprirà i battenti un nuovo spazio espositivo e culturale attiguo al Museo Antoniano: le Salette, dove si potrà visitare la mostra “Il Santo com’era. Raffigurazioni della Basilica attraverso i secoli” (dal 23 maggio al 6 luglio). E ancora una serie di siti civili, tra tutti Palazzo Moroni, sede del municipio cittadino, a sottolineare come quest’anno la rassegna abbia cercato di aprirsi ancora di più all’incontro con la cittadinanza nel suo insieme. Se il cortile di Palazzo Moroni ospiterà la cena medioevale di beneficienza, la Sala Paladin aprirà i battenti ai giovani del Sermig che incontreranno la città e i padovani (4 giugno). Ma ci sarà anche la Sala Fronte del Porto al Cinema Porto Astra alla Guizza, come accennato pocanzi, e il Teatro Verdi che ospiterà il concerto della Banda della Polizia di Stato (11 giugno). Non mancheranno altri luoghi antoniani: l’Oratorio di Santa Maria dei Colombini in via dei Papafava a Padova, il Santuario dell’Arcella, i Santuari Antoniani di Camposampiero, che rispecchiano il profondo legame di sant’Antonio con il territorio padovano.

Realizzato grazie alla convinta e fattiva collaborazione tra istituzioni religiose e civili, il Giugno Antoniano si offre quale evento contemporaneo dell’antica e tradizionale Festa del Santo, capace di coinvolgere non solo tutta la città, ma di accompagnare anche le migliaia di devoti che arrivano da tutto il mondo in occasione della Tredicina.

Il Giugno Antoniano è organizzato da Comune di Padova, Pontificia Basilica del Santo, Provincia di S. Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali, Diocesi di Padova, Veneranda Arca di S. Antonio, Messaggero di sant’Antonio Editrice, Arciconfraternita di Sant’Antonio, Centro Studi Antoniani, con la collaborazione quest’anno di Ordine Francescano Secolare di Padova, Associazione Corsia del Santo - Placido Cortese, Associazione Palio Arcella. La realizzazione della manifestazione è stata possibile grazie al contributo della Fondazione Cariparo (Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo) che valorizza il territorio con molteplici interventi e che, anche quest’anno, ha voluto credere nel messaggio del Giugno Antoniano. La rassegna ha ricevuto inoltre il patrocinio della Regione del Veneto, della Nuova Provincia di Padova, dei Comuni di Camposampiero e Anguillara Veneta, del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova. A tutte queste realtà va il vivo ringraziamento di quanti promuovono la manifestazione.

 

Vai al programma della 13 edizione del Giugno Antoniano 2019.

 

INFO
www.santantonio.org
Facebook: Giugno Antoniano
Tel. 049-8225652
Email: infobasilica@santantonio.org
www.padovanet.it

 

Foto: Nelle immagini alcuni momenti della conferenza stampa di presentazione della rassegna all'Oratorio di San Giorgio il 22 maggio 2019 - credit Archivio MSA