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800 anni fa san Francesco ricevette le stimmate, segno dell’Amore di Cristo

Nel settembre del 1224, frate Francesco di Assisi, insieme al fidato confratello Leone, si ritirò sul Monte della Verna per trascorrere un periodo di preghiera e penitenza. Era un momento di crisi dovuto a contrasti con i confratelli e con la preghiera e il digiuno Francesco desiderava ritrovare la conferma del suo desiderio di immedesimarsi totalmente con il Cristo.

Il 17 settembre del 1224, sul Monte della Verna, il Crocifisso impresse nel cuore e nel corpo di frate Francesco i segni delle stimmate.

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Sul «Messaggero di sant’Antonio» la storia delle soppressioni che ha coinvolto i frati della basilica

Tra la metà del XVIII e la seconda metà del XIX secolo, più volte il convento del Santo e la stessa famiglia dei frati furono fatti oggetto di chiusure, appropriazioni, riduzioni forzate.

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La Basilica inclusiva, il Santo è per tutti

Bellezza, passione, spiritualità, voglia di condividere e un pizzico di ironia sono gli ingredienti di una visita davvero aperta a tutti. Un innovativo progetto di pastorale dell’arte ha creato in Basilica di Sant’Antonio un percorso in cui la disabilità è occasione per conoscere in modo inedito i tesori di arte e spiritualità del santuario.

A presentare l’iniziativa nel «Messaggero di sant'Antonio» di settembre è Giulia Cananzi con l'articolo “La Basilica inclusiva”.

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Ripartire dall’amore, le riflessioni del rettore del Santo sul «Messaggero di sant’Antonio»

«La confessione è chiamata anche “porta del cielo”. O vera porta del cielo, o vera porta del paradiso! Per mezzo di essa infatti, come attraverso una porta, il peccatore pentito viene introdotto al bacio dei piedi della divina misericordia, viene sollevato al bacio delle mani della grazia celeste, viene innalzato al bacio del volto della riconciliazione con il Padre» (Sant’Antonio, Sermoni, La penitenza)

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San Massimiliano Kolbe e l’Immacolata, il destino di una vita

Il 14 agosto, alla vigilia della Solennità dell'Assunta, la Chiesa ricorda San Massimiliano Kolbe (1894-1941), francescano polacco ucciso ad Auschwitz nel 1941. Una coincidenza di date che è quasi un destino, perché tutta la sua vita fu ispirata da Maria, madre di Dio.

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Con il «Messaggero di sant’Antonio» alla scoperta della “cucina del Santo”

Se san Francesco d’Assisi è spesso ricordato per le sue quaresime e digiuni, era attento anche ai bisogni di ciascuno. In questo senso, «degno di nota è l’episodio del frate che, nel mezzo della notte, grida e si lamenta che sta morendo di fame. Francesco fa preparare la mensa e «affinché quel fratello non si vergognasse a mangiare da solo, si posero tutti a mangiare insieme con lui», come racconta la Leggenda Perugina (cfr. Fonti Francescane n. 1568). Mangiare insieme è uno dei momenti in cui si manifesta la vita fraterna e comunitaria.

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