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Pubblicato il 13 Febbraio 2017

Da Trinidad all’Islanda, pellegrini da 76 nazioni per pregare il Santo

Il bilancio del movimento spirituale al Santo nel 2016

Febbraio è tempo di bilanci per la Basilica di Sant’Antonio, che si appresta a celebrare, domenica 19 febbraio, la Festa della Traslazione delle reliquie del Santo, detta popolarmente Festa della Lingua, ed è l’occasione per i frati per fare un bilancio del movimento spirituale registrato nel santuario nel 2016, ovvero della “contabilità” censita e relativa ai pellegrinaggi devozionali organizzati, alle messe celebrate, ai passaggi davanti al conta-persone nella Cappella delle Reliquie.

Solo in questa cappella nel 2016 sono transitate 1.235.025 persone, contro il 1.121.990 di persone dell’anno precedente, con un incremento di 113.035 unità nei dodici mesi (cfr. nota tecnica in calce).

L’anno giubilare ha portato al Santo un maggior flusso di persone per motivi prettamente religiosi, come compiere un pellegrinaggio, partecipare alle celebrazioni, avvicinarsi al sacramento dell’eucaristia. A confermarlo i dati che nel 2016 vedono un numero più alto di sante messe celebrate, 17.694 (nel 2015 erano state 17.156), e di pellegrinaggi organizzati censiti dalla sacrestia.

Nel 2016 i pellegrinaggi registrati sono stati infatti 6.982, contro i 6.259 del 2015, per un totale di 307.653 persone (255.608 persone nel 2015). Ad aumentare l’anno scorso sia i gruppi italiani, 1.778, per complessivi 92.501 devoti, sia quelli stranieri, 5.204, per complessive 215.152 persone da 76 Paesi del mondo. Nel 2015 i pellegrinaggi di connazionali erano stati 1.471 per 66.086 persone, quelli dall’estero 4.788 per 189.522 persone (cfr. nota tecnica).

Per quanto riguarda la provenienza dei pellegrini esteri, il Paese più rappresentato è sempre la Polonia con 49.962 pellegrini nel 2016 (erano stati 45.737 nel 2015), seguito da Spagna (16.938 pell.), Germania (16.785 pell.), USA (15.630 pell.), Francia (12.602 pell.) e Croazia (11.116 pell.). E seppure in gruppi esigui, sono arrivati anche devoti da Paesi come le Isole Mauritius, la Nuova Zelanda, Trinidad, Benin, Islanda, Taiwan, Vietnam.

La classifica dei pellegrini italiani per regione vede il Veneto al primo posto con 32.434 pellegrini, la Lombardia al secondo con 18.356 devoti, al terzo l’Emilia Romagna con 6.395 devoti, seguiti da Lazio (4.963 pell.) e Piemonte (4.708 pell.).

Essendo l’ingresso in basilica libero, va ricordato che i numeri ufficiali di pellegrini censiti sono comunque parziali rispetto al flusso complessivo di persone che visitano autonomamente il santuario. Un numero che si aggira intorno agli oltre 3 milioni di persone, tra pellegrini, fedeli e turisti, che ogni anno giungono alla Tomba di sant’Antonio da ogni parte del mondo.

Non sono mancate nel 2016 personalità religiose di calibro internazionale che hanno fatto tappa al Santo. Come lo statunitense fra Michael Anthony Perry, Ministro generale dei frati minori, e il generale dei frati conventuali fra Marco Tasca, l’elemosiniere emerito di Sua Santità Oscar Rizziato, il presidente della pontificia accademia ecclesiastica e vice camerlengo della Camera Apostolica Giampiero Gloder, il segretario generale del Sinodo dei vescovi Lorenzo Baldisseri, l’arcieparca metropolita di Istanbul e presidente della Conferenza episcopale turca Levon Boghos Zekiyan, l’arcivescovo di Colombo e presidente della Conferenza episcopale cingalese Albert Malcom Ranjith.

NOTA TECNICA. I dati divulgati nel comunicato stampa del novembre 2016, in occasione della chiusura della Porta Santa in basilica, si riferivano ai passaggi davanti al conta-persone e ai pellegrinaggi nei periodi gennaio–ottobre 2015, prima del Giubileo, e gennaio–ottobre 2016, dopo l’apertura della Porta della Misericordia (dieci mesi per anno). I dati 2015 e 2016 del presente comunicato invece sono riferiti alle intere annualità 2015 e 2016, da gennaio a dicembre.