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Se
talvolta gli uomini, pur dotati d'intelletto, spregiavano
la sua predicazione, Dio interveniva a mostrarla degna di
venerazione, compiendo segni e prodigi per mezzo di animali
privi di ragione. Una volta che alcuni eretici, nei pressi
di Padova, disprezzavano e deridevano le sue prediche, il
Santo si portò ai bordi del fiume, scorrente a breve
distanza, e disse agli eretici in modo che tutta la folla
presente sentisse:
"Dal momento che voi dimostrate di essere indegni
della parola di Dio, ecco, mi rivolgo ai pesci, per confondere
più apertamente la vostra incredulità".
E
con fervore di spirito cominciò a predicare ai pesci,
enumerando i doni loro elargiti da Dio: come li aveva creati,
come aveva loro assegnato la purezza delle acque e quanta
libertà aveva loro concessa, e come li nutriva senza
che dovessero lavorare.
A
questo parlare i pesci cominciarono a unirsi e avvicinarsi
a lui, elevando sopra la superficie dell'acqua la parte superiore
del loro corpo e guardandolo attentamente, con la bocca aperta.
Fintanto che piacque al Santo di parlare loro, lo stettero
a sentire attentissimi, come esseri dotati di ragione. Né
si allontanarono dal posto, se non dopo aver ricevuto la sua
benedizione.
Colui
che aveva reso attenti gli uccelli alla predicazione del santissimo
padre Francesco, riunì i pesci e li rese attenti alla
predicazione del figlio di lui, Antonio
(Rigaldina 9,24-28).
Infrenabile
gioia ne viene ai fedeli e cattolici, mestizia e avvilimento
agli eretici e miscredenti. Dio viene lodato e benedetto,
la fede cattolica esaltata e onorata; l'eretica pravità
è svergognata e condannata con vituperio sempiterno.
L'eretico suddetto, abiurata la Usa dottrina in presenza di
tutti, prestò da allora leale obbedienza ai precetti
della santa Chiesa (Benignitas 16,6-17).
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