Vai all'homepage del Portale Vai all'homepage della Basilica

La Carità antoniana
Caritas Antoniana
Pane dei poveri
Villaggio Sant'Antonio
Comunità San Francesco

Sant'Antonio
I Sermoni di S.Antonio
Basilica del Santo
Riviste antoniane
Offerte e donazioni
Caro sant'Antonio
Comunicati stampa
Comunità Web
Cultura e formazione

Visita il nuovo sito della basilica
Caritas Antoniana - Dona il 5x1000
Casa del Pellegrino
il cammino di sant antonio
La rivista della famiglia

OPERA PANE DEI POVERI
 


G. Tessari (att.), La madre a mostra ai frati il bimbo resuscitato per intercessione di sant'AntoG. Tessari (att.), La madre scopre il proprio bimbo annegato nell'acqua bollente, Scoletta, 1524, part.L’opera "Pane dei poveri" o semplicemente "Pane di sant'Antonio" trae la sua origine da uno degli infiniti prodigi attribuiti a sant'Antonio, negli anni che seguirono la costruzione della sua Basilica.
Un bambino, lasciato incustodito accanto a un recipiente d'acqua, vi cadde dentro annegandosi.
La madre, disperata, ricorse con fiducia al Santo e fece voto che avrebbe dato ai poveri tanto frumento quanto pesava il suo bambino, se lo avesse risuscitato (cf. Rigauld, Vita, cap. X, 3). E così fu.

 

Nacque allora la devozione chiamata "pondus pueri", il peso del bambino, con G. Tessari (att.), La madre a mostra ai frati il bimbo resuscitato per intercessione di sant'Antonio,  Scoletta, 1524, part.finalità di beneficenza.

I genitori promettevano a sant'Antonio tanto pane quanto era il peso dei loro ragazzi, affinché li proteggesse dalle epidemie e dagli altri mali. La pia pratica, scemata nel medioevo, andò poi scomparendo.

Soltanto sullo scorcio dell'Ottocento rifiorì, per merito principalmente di don Antonio Locatelli, diffondendosi in tutto il mondo, tanto che in ogni chiesa, accanto all'immagine o statua di sant'Antonio, si trova l'immancabile cassetta con la scritta: "Pane di sant'Antonio".

L'Opera Pane dei Poveri, seguendo un’ispirazione di sant'Antonio, promuove e si fa strumento di carità verso quanti sono in condizioni di bisogno. È segno di quello spirito francescano che fa della marginalità il luogo privilegiato nel quale si manifesta l’amore e la tenerezza di Dio.

Suora Francescana dei Poveri davanti alla sede dell'OperaUn Frate Conventuale e una Suora Francescana dei Poveri accolgono le persone che in sede, o tramite corrispondenza, chiedono aiuto per risolvere i loro problemi. inoltre garantiscono i contatti con i parroci, associazioni, gruppi e istituzioni che si curano dei poveri.

Sono presenti in sede alcuni volontari per la contabilità, la distribuire i buoni mensa e la tenere la corrispondenza con i carcerati.

La nostra sede offre un luogo di contatto per una vasta gamma di povertà sia materiali che spirituali. Vi giungono più di mille persone l’anno, italiani e immigrati, di ogni religione, cultura e nazionalità.

I nostri amici sono immigrati in cerca di lavoro e casa, drogati, divorziati, ex-Tiziano, Nicola da Stra, Guardiano dell'Arciconfraternita di sant'Antonio, distribuisce il pane ai poveri, Scoletta, 1511, part. carcerati, alcoolisti, persone coinvolte nella prostituzione maschile e femminile, malati psichici, persone omosessuali, famiglie disagiate, ragazzi scappati di casa, anziani che, con la pensione minima non riescono a vivere dignitosamente… una lista che abbraccia ogni campo e ogni angolo di vita.

Riconoscere chiaramente in tutti il Signore, come insegna Gesù nel Vangelo (Mt 25), è frutto di una costante ricerca e di un intenso rapporto di comunione tra coloro che vi lavorano direttamente.

Cerchiamo di stabilire con tutti un rapporto che vada al di là delle cose che è possibile dare o fare. Attraverso il contatto fraterno è possibile trovare Dio. Questo riempie di significato il nostro servizio.

È scattato con tanti un rapporto più profondo di amore reciproco nel quale l’altro dona qualcosa di sé.

Alcuni fatti. Un signore si è accorto che non avevamo abbastanza penne per scrivere e senza che gliele chiedessimo, ne ha portate una decina; una signora alcoolista non veniva a prendere il buono per la mensa senza un fiore per noi. È capitato di accompagnare alle porte del Paradiso malati di AIDS, alcuni non credenti, raccogliendo segni evidenti di serenità: il Signore li accoglieva a braccia aperte. Altre volte i poveri ci donano la loro storia vera, i dolori, le angosce della loro esistenza.

L’Opera offre i seguenti servizi:

  • Prima di tutti un ascolto attento dei bisogni di ciascuno;
  • 4.000 buoni mensa al mese;
  • In 22 panifici e negozi la nostra gente può fare la spesa;
  • Al Piccolo Cottolengo di Sarmeola (PD) viene inviato un quintale di pane ogni giorno; così come ad altri centri di assistenza;
  • Presso una farmacia è possibile prendere medicine;
  • 60 pacchi di alimenti al mese;
  • Aiuti in denaro relativi alle difficoltà presentate dalle famiglie;
  • 90 monasteri di clausura sono aiutati dalla nostra Opera;
  • Vari Istituti che offrono servizi a gente povera si rivolgono a noi per necessità varie.

Siamo consapevoli di essere soltanto un segno della carità e dell’amore di Dio che non ci lascia mai soli e abita con noi. Egli, presente in mezzo a noi (Mt 18,20), risana le persone fasciando le ferite di chi soffre, di chi è povero e solo.



 Vai inizio pagina           Segnala pagina


© 2008 PPFMC Messaggero di S.Antonio Editrice
Via Orto Botanico, 11 - 35123 Padova (Italy) - P.Iva 00226500288
email:info@santantonio.org