Il Messaggero di sant'Antonio Ed. italiani nel mondo

Australia. Associazioni federate: un ponte sul Pacifico

Campania felix d'Oceania

I corregionali in Australia rappresentano degnamente la loro terra, fertile di creatività e fantasia in tutte le forme d'arte: dal canto al teatro, dalla pittura al cinema.

di Germano Spagnolo

Da sinistra, il socio Pasquale dell'Aglio, il famoso cantante napoletano Tony Marchi, Antonio Bamonte e il presidente Nicola Casale. Melbourne
La storia dell’emigrazione italiana ha un punto di riferimento preciso, costante, inscindibile nella città di Napoli. È il suo porto che, più di ogni altro in Italia, riecheggia dei drammi della separazione dalla terra natia. Le regioni del Sud Italia, dall’Abruzzo alla Calabria, dalla Puglia alla Basilicata e naturalmente la Campania, hanno riversato in quel porto centinaia di migliaia di giovani con destinazione le Americhe, l’Australia e altri continenti. Nella ricca composizione musicale canora partenopea, la partenza degli emigranti ha ispirato canzoni immortali, come Partono i bastimenti, Torna a Surriento e Santa Lucia luntana. Un filo diretto di ricordi, immagini, affetti, emozioni, lega dunque Napoli e la Campania al mondo dell’emigrazione.
Le condizioni di vita degli emigrati sono, oggigiorno, molto diverse da quelle dell’inizio del secolo scorso: difficili e a volte insopportabili, ma che venivano vissute con un dignitoso ed eroico silenzio. Oggi le comunità di italiani all’estero hanno raggiunto un buon livello di benessere, e quindi sono in grado di instaurare con le Regioni un rapporto di qualità, non basato su idee e pretese di assistenza, ma su una collaborazione attiva, su rapporti vivaci, dinamici e innovativi.
L’assessore alle Politiche Sociali, all’Emigrazione e Immigrazione della Regione Campania, Rosa D’Amelio, aprendo i lavori della Consulta Regionale dell’Emigrazione, riunitasi di recente a Napoli (con all’ordine del giorno la discussione sulle «Linee guida triennali per i campani nel mondo 2008-2010»), ha dichiarato che «La Regione Campania riconferma l’impegno verso i campani che vivono nel mondo. La nostra è una regione che annovera un alto numero di emigrati, oltre 4 milioni di campani, che sono per noi un vanto e un’energia importante. Dobbiamo lavorare sempre di più in direzione di politiche che favoriscano gli scambi culturali tra i figli degli italiani che vivono all’estero e i nostri ragazzi, investendo in formazione e in cultura, affinché questa risorsa straordinaria venga valorizzata al massimo».
Parole chiavi: «I campani sono un vanto e un’energia… Investiamo in formazione e cultura». Questi alti concetti di stima verso gli emigrati, da parte della D’Amelio, a nome di un governo regionale, devono portare anche gli emigrati a prendersi degli impegni e delle responsabilità. Prima fra tutte quella di organizzarsi in modo serio, per parlare con una «voce unica» e instaurare dialoghi che portino a decisioni costruttive per entrambi gli interlocutori.
Più forti se federati
Le Regioni italiane, alle quali è demandato il compito di curare i rapporti con i corregionali all’estero, insistono sul fatto che le associazioni di emigrati si uniscano in Federazione. Questa rappresenta la controparte dell’Assessorato all’Emigrazione, l’interlocutore e il portavoce unico dell’insieme delle associazioni.
La Federazione Campani d’Australia esiste e lavora bene. Il suo presidente è John Di Fede, che è anche il secondo consultore della Regione e presidente del Campania Sport & Social Club di Adelaide. Antonio Bamonte è consultore della Regione dal 1988, ed è colui che spinge per superare i vari campanilismi paesani. «I campani in Australia – dice Bamonte – secondo stime delle anagrafi consolari, sono circa 60 mila di cui più della metà si trovano nel South Australia (Adelaide). Quelli che risiedono in questo Stato provengono in maggioranza dalla provincia di Benevento e conservano le loro tradizioni paesane e religiose. Le associazioni sono una ventina nel South Australia, nate con lo scopo unico o principale di organizzare le feste della Madonna o del patrono del paese. Tuttavia il Campania Sport & Social Club è il più quotato e prestigioso club italiano di Adelaide, con una sede magnifica, infrastrutture e servizi di ottima qualità. Aggiungiamo che la comunità campana ha un notevole peso nella vita culturale, socio-economica e politica di Adelaide».
John Di Fede è un personaggio di primo piano nella vita sociale e culturale di Adelaide. Il Campania Club è la sua seconda famiglia, e ne parla con un entusiasmo ammirevole. Ne ricorda gli inizi negli anni Settanta con le feste di 1.500 persone; l’inaugurazione della sede nel 1981 alla presenza dell’allora primo ministro d’Australia, Malcolm Fraser; i numerosi servizi che rende alla comunità con le feste sociali (ha 600 soci iscritti), le feste religiose, lo sport, la cultura, i convegni, ecc. Il club dispone di una proprietà vasta, e ha in progetto di costruirci una casa di riposo per anziani. «Le nostre associazioni campane, afferma Di Fede, sono protagoniste in tutte le grandi manifestazioni di Adelaide, a partire dalla festa in onore della Madonna di Montevergine, considerata la più grande festa religiosa d’Australia, al Carnevale e alle attività teatrali e culturali». Aggiungiamo che il South Australia ha diversi parlamentari e docenti universitari di origine campana. A John Di Fede sta ora a cuore un progetto di grande impegno, quello del gemellaggio tra la Regione Campania e il South Australia. Non nasconde il timore che vi siano ritardi, remore, ripensamenti, ecc. Una cosa è certa: vorrebbe che la Campania risplendesse in tutta la sua ricchezza di talenti umani e di bellezze naturali, e che il «gemellaggio» fosse un grande evento da portare alla luce del sole di tutta l’Australia.
A Sydney e Melbourne i club campani sono 5 o 6, e purtroppo si stenta a farli collaborare. Il «nodo» Melbourne è ora affidato a Enzo Maselli che ha il compito difficile di ricucire gli strappi nella Federazione del Victoria, che non ha mai avuto una struttura solida. «Non è facile, afferma Maselli, ma dobbiamo farcela, perché solo così potremmo fare un discorso serio di collaborazione con la Regione, e puntare a due progetti specifici: organizzare in modo solenne la Festa di San Gennaro, e formare un Gruppo Giovanile motivato e attivo». A tale scopo sono già all’opera due sottocomitati.
San Gennaro e il Gruppo Giovanile
Un busto bronzeo del Santo patrono di Napoli si trova a Melbourne nella chiesa di St. Joseph a West Brunswick. Ma la festa non era mai riuscita ad avere una dimensione di solennità e di partecipazione numerica sostanziosa. Ora sia Bamonte che Maselli sono intenzionati a portare la festa di San Gennaro ad alti livelli. Verrebbe organizzata a Melbourne nella seconda domenica di settembre per «tutti i campani d’Australia». Il consultore Bamonte si appresta a darne notizia al cardinale di Napoli e alle autorità della regione e della provincia con l’intento di avere la loro presenza o comunque una rappresentanza onorevole.
A Melbourne, per dare impulso all’associazionismo in genere e alla Federazione in particolare, vi è stata di recente una riunione presso la sede del Lioni Club, a cui ha partecipato il consultore Bamonte. Il presidente del club, Nicola Casale, gli ha dato il benvenuto e gli ha illustrato progetti e programmi del suo sodalizio. È stata un po’ una sorpresa vedere che anche i giovani si sono mostrati interessati all’ordine del giorno della riunione. In particolare Claudia d’Amelio, Gioconda di Lorenzo e Antonio Casale si sono dichiarati disposti a organizzare un gruppo di coetanei del Victoria d’origine campana. La Di Lorenzo ha sottolineato di essersi innamorata della sua terra d’origine e di voler contagiare con il proprio entusiasmo altri giovani. È una giovane la cui famiglia proviene dal paese di San Lupo, in provincia di Benevento, e che dopo essersi laureata in giurisprudenza e letteratura, ha completato un dottorato di ricerca in Storia, scegliendo come soggetto l’emigrazione da San Lupo, e quindi vi è andata diverse volte e conosce benissimo quella che lei stessa definisce «una regione affascinante e piena di contraddizioni».
Contraddizioni? Ne citiamo una, ma in luce positiva: quella di saper organizzare il Giffoni Film Festival, kermesse dedicata ai ragazzi, e tra i simboli del cinema made in Italy. Ebbene, su iniziativa del consultore Antonio Bamonte, è nata anche l’Associazione Giffoni-Australia allo scopo di far conoscere e incoraggiare la partecipazione dell’Australia al festival, e di portare nelle sale cinematografiche d’Australia, nella formula itinerante del Movie Days, le più belle pellicole di Giffoni.

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