Il morto che testimoniò (video-meditazione)

Realizzata in occasione della Tredicina 2017 - Giorno 8, mercoledì 7 giugno

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Il miracolo

Nella città di Lisbona, dove Sant’Antonio era nato, due cittadini erano nemici e si odiavano a morte. Accadde che una sera, il figlio d’uno di costoro, incontrò il figlio dell’altra famiglia, che abitava vicino alla casa dei genitori di Sant’Antonio. Accecato dall’odio e visto che non c’era nessuno per strada, questi afferrò il ragazzo e lo uccise con il suo pugnale. Poi, seppellì il cadavere nel giardino del padre di Antonio. Quando il cadavere fu scoperto, Martino, il padre di Antonio, cercò di provare la sua innocenza, ma la macabra prova trovata nel suo giardino fu sufficiente perché fosse accusato di omicidio e arrestato.

Proprio quando le cose stavano per mettersi molto male per il povero Martino, Antonio venne a sapere della drammatica situazione del padre. In quel momento si trovava a Padova e chiese subito il permesso al suo superiore di potersi assentare dal convento per un giorno. Padova dista da Lisbona  circa 1900 Km, ma lo stesso giorno improvvisamente Antonio entrò nell’aula del tribunale dove si stava svolgendo il processo. Il Santo chiese che il corpo dell’uomo assassinato fosse portato immediatamente nell’aula del tribunale; si avvicinò al cadavere e con voce ferma gli ordinò di dire chi lo avesse ucciso. Con gran stupore di tutti, il cadavere si sedette e chiaramente pronunciò il nome del suo assassino. Il colpevole venne subito arrestato e il padre di Antonio scagionato. Miracolosamente, il giorno dopo Antonio era già nel suo convento, a Padova. D’altra parte aveva chiesto al suo superiore di potersi assentare per un giorno.

Sono sicuro che a questo punto vi chiederete che cosa sia accaduto al giovane ucciso, ritornato in vita. Ebbene, secondo la tradizione, si rivolse al Santo, gli chiese l’assoluzione dei suoi peccati, e poi riprese il sonno della morte.

Meditiamo

Questo miracolo di Sant’Antonio ci comunica una cosa molto importante secondo me: la sacralità della vita umana dal momento del concepimento fino alla morte.

San Giovanni Paolo II inizia la sua famosa Enciclica del 1995: Evangelium Vitae, il Vangelo della Vita, con queste parole,"Il Vangelo della Vita sta al cuore del messaggio di Gesù… e va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella di ogni epoca e cultura." (EV 1). Con queste parole, Giovanni Paolo II chiede a ciascuno di noi di essere fedele al messaggio di Gesù sulla sacralità della vita, e di proteggerla con la massima cura. Come ben sappiamo é in atto nella nostra società un grande conflitto tra la cultura della vita e la cultura della morte; dobbiamo avere il coraggio di proclamare la cultura della vita per il bene comune di tutta la società. Pertanto, dobbiamo cercare di promuovere ad ogni livello la dignità della persona umana e la verità che ogni essere umano è stato creato a immagine e somiglianza di Dio dal momento del concepimento fino alla sua morte naturale.