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Pubblicato il 08 Febbraio 2018

Il presidente Mattarella ha consegnato ai frati del Santo la Medaglia d’oro al merito civile alla memoria di padre Cortese

Durante la seconda Guerra mondiale il francescano, direttore del “Messaggero di sant’Antonio”, si prodigò per salvare perseguitati politici, internati ed ebrei

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Il Rettore della Basilica del Santo, p. Oliviero Svanera, e il Vice rettore, nonché vice postulatore della causa di beatificazione, p. Giorgio Laggioni, oggi hanno ritirato dalle mani del Capo dello Stato la prestigiosa onorificenza alla memoria di p. Placido Cortese (1907-1944), nel corso di una cerimonia privata a margine dell’inaugurazione dell’Anno Accademico a Padova.

Nel breve incontro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso ai frati la sua grande ammirazione per il francescano del Santo, Servo di Dio, di cui conosce bene la vicenda eroica e il tragico epilogo. La stessa consegna della medaglia di persona è un segno ulteriore dell’attenzione per il nostro confratello da parte del Capo dello Stato, che ha ribadito l’importanza di ricordare la «splendida figura» di p. Placido.

Ora padre Placido, «fulgido esempio di alti valori cristiani e di dedizione al servizio della società civile», come si legge nella motivazione del conferimento della medaglia alla memoria (decreto del 5 giugno 2017), viene annoverato tra i poco più di 800 soggetti (persone o enti) a cui lo Stato ha conferito questa altissima onorificenza.

La cordiale cerimonia si è conclusa con l’invito da parte del Rettore e del Vice rettore al Presidente della Repubblica a visitare il confessionale-memoriale di p. Placido inaugurato al Santo nel 2014, nello stesso luogo in cui il frate martire confessava e dirigeva le operazioni di soccorso ai perseguitati. Il memoriale è visitato ogni anno da migliaia di persone; molte le testimonianze annotate dai fedeli nel libro qui collocato, a dimostrazione dell’interesse, in costante aumento, verso il francescano originario di Cherso.

Dopo l’Armistizio del 1943, p. Placido, all’epoca direttore del «Messaggero di sant’Antonio», fondò la cosiddetta “Catena di salvezza”, un movimento di grande carità, organizzato in segreto sotto le cupole del Santo, per salvare la vita di ebrei, internati e perseguitati dal nazifascismo. Con lui collaborarono per lo più giovani donne e studenti, che quotidianamente rischiavano la propria vita per aiutare il prossimo.
Per questa sua attività, p. Placido l’8 ottobre 1944 venne rapito davanti al Santo, portato a Trieste nel bunker della Gestapo, torturato e ucciso.
Nemmeno sotto atroci torture rivelò i nomi dei componenti della “Catena di salvezza”.

 

Guarda le foto della consegna della Medaglia da parte del Presidente Mattarella

Guarda il video della consegna della medaglia (video ufficiale della Presidenza della Repubblica italiana)

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Leggi la motivazione del conferimento della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria di p. Placido Cortese